SUL PAJON

cielo-rosa-sulle-montagne

Il battaglione Aosta sul Pajon
sta sempre sulle cime, sul Pajon

ma quando scende a valle,
sul Pajon
attente ragazzine!

Sul Pajon de la caserma,
requiem æterna e così sia,
và a remengo ti, to pare,
to mare e to zia
e la naja e compagnia,
sul Pajon, sul Pajon

Il parroco d’Aosta,
l’ha detto predicando,
“Attente ragazzine,
che il “Quarto” sta arrivando”.

Sul Pajon de la caserma…

Una de le più bele,
l’ha detto piano piano:
“Se il “Quarto” sta ‘rivando
l’è quelo che spetiamo”.

Sul Pajon de la caserma…

Una de le più brute,
l’ha detto forte forte:
“Se il “Quarto” sta
‘rivando noi gli farem la corte!

Sul Pajon de la caserma…

E dopo nove mesi,
è nato un bel bambino.
Non vuole bere latte
ma beve solo vino!”.

Sul Pajon de la caserma…

SUL CAPPELLO

Sul cappello, sul cappello che noi portiamo,
C’é una lunga, c’é una lunga penna nera,
Che a noi serve, che a noi serve da bandiera,
Su pei monti, su pei monti a guerreggiar, oi là là,

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Coglieremo, coglieremo le stelle alpine,
Per donarle, per donarle alle bambine,
Farle piangere, farle piangere e sospirar, oi là là,

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Pianteremo, pianteremo l’accampamento,
Brinderemo, brinderemo al reggimento,
Viva il Corpo, viva il Corpo degli Alpin, oi là là,

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Pianteremo, pianteremo il tricolore.
O Trentino, o Trentino del mio cuore
Ti verremo, ti verremo a liberar, oi là là
Evviva, evviva il reggimento Evviva,
Evviva il corpo degli Alpin!
Evviva, evviva il reggimento
Evviva, evviva il corpo degli Alpin! (x2)

LA MONTANARA

Lassù per le montagne
tra boschi e valli d’or
fra l’aspre rupi echeggia
un cantico d’amor.

“La montanara, ohé!”
si sente cantare,
“cantiam la montanara,
e chi non la sa?”.

Là su sui monti dai rivi d’argento
una capanna cosparsa di fior
era la piccola, dolce dimora
di Soreghina, la glia del sol.

LA LEGGENDA DELLA GRIGNA

Alla guerriera bella e senza amore
un cavaliere andò ad offrire il cuore;
cantava: “Avere te voglio morire!”.
Lei dalla torre lo vedea salire.

Disse alla sentinella
che stava sopra il ponte:
“tira una freccia in fronte
a quello che vien su”.

Il cavaliere cadde fulminato.
Ma Dio punì l’orribile peccato
e la guerriera diventò la Grigna,
una montagna ripida e ferrigna.

Anche la sentinella,
che stava sopra il ponte,
fu trasformata in monte e la Grignetta fu.

Noi pur t’amiamo d’un amor fedele,
montagna che sei bella e sei crudele.
E salendo ascoltiamo la campana,
d’una chiesetta che a pregare chiama.

Noi ti vogliamo bella
che diventasti un monte;
facciamo la croce in fronte:
non ci farai morir.

SIGNORE DELLE CIME

Dio del cielo, Signore delle cime
un nostro amico hai chiesto alla montagna.
Ma ti preghiamo, ma ti preghiamo:
su nel Paradiso, su nel Paradiso
lascialo andare per le Tue montagne.

Santa Maria, Signora della neve
copri col bianco soffice mantello
il nostro amico, il nostro fratello:
su nel Paradiso, su nel Paradiso
lascialo andare per le Tue montagne.

MONTE PASUBIO

Sulla strada del Monte Pasubio
Bom borombom bom bom borombom.
Lenta sale una lunga colonna
Bom borombom bom bom borombom.
L’è la marcia di chi non torna
de chi se ferma a morir lassù.

Ma gli Alpini non hanno paura!
Bom borombom bom bom borombom.

Su la cima del Monte Pasubio
Bom borombom bom bom borombom.
Soto i denti che ze ‘na miniera
Bom borombom bom bom borombom.
Ze i Alpini che scava e spera
de ritornare a trovar l’amor.

Ma gli Alpini non hanno paura!
Bom borombom bom bom borombom.

Su la strada del Monte Pasubio
Bom borombom bom bom borombom.
Ze rimasta soltanto ‘na croce
Bom borombom bom bom borombom.
No se sente mai più ‘na vose
ma solo il vento che basa i fior.

Ma gli Alpini non hanno paura
Bom borombom bom bom borombom.
Ma gli Alpini non hanno paura
Bom borombom bom bom borombà!

MONTE NERO

Spunta l’alba del sedici giugno
comincia il fuoco l’artiglieria
Il Terzo Alpini è sulla via
Monte Nero a conquistar

Monte Nero monte rosso
traditor della vita mia
ho lasciato la mamma mia
per venirti a conquistar

Per venirti a conquistare
ho perduto tanti compagni
tutti giovani sui vent’anni
la lor vita non torna più

Arrivati a trenta metri
dal costone trincerato
con assalto disperato
il nemico fu prigionier

Colonnello che piangeva
a veder tanto macello
fatti coraggio Alpino bello
che l’onore sarà per te

MONTE CANINO

Non ti ricordi quel mese d’ Aprile
Quel lungo treno che andava al confine
Che trasportavano migliaia di alpini
Su, su correte: è l’ora di partir.
Che trasportavano…

Dopo tre giorni di strada ferrata
Ed altri due di duro cammino
Siamo arrivati sul Monte Canino
E a ciel sereno ci tocca riposar.
Siamo arrivati…

Se avete fame guardate lontano
Se avete sete la tazza alla mano
Se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.
Se avete sete…

Non più coperte, lenzuola, cuscini,
Non più l’ebbrezza dei dolci tuoi baci:
Solo si sentono gli uccelli rapaci
E da lontano il rombo del cannon.
Solo si sentono…

LA PENNA DELL’ALPINO

Bersagliere ha cento penne,
Ma l’alpin ne ha una sola;
Un po’ più lunga, un po’ più mora;
Sol l’alpino la può portar.

Quando scende la notte buia
Tutti dormono laggiù alla pieve
Ma con la faccia giù nella neve
Sol l’alpin là può dormir.

Su pei monti vien giù la neve
La tormenta dell’inverno
Ma se venisse anche all’inferno
Sol l’alpin riman lassù.

Se dall’alto dirupo cade
Confortate i vostri cuori
Perché se cade in mezzo ai fiori
Non gli importa di morir.

LA LEGGENDA DELLA GRIGNA

Alla guerriera bella e senza amore
un cavaliere andò ad offrire il cuore;
cantava: “Avere te voglio morire!”.
Lei dalla torre lo vedea salire.

Disse alla sentinella
che stava sopra il ponte:
“tira una freccia in fronte
a quello che vien su”.

Il cavaliere cadde fulminato.
Ma Dio punì l’orribile peccato
e la guerriera diventò la Grigna,
una montagna ripida e ferrigna.

Anche la sentinella,
che stava sopra il ponte,
fu trasformata in monte
e la Grignetta fu.

Noi pur t’amiamo d’un amor fedele,
montagna che sei bella e sei crudele.
E salendo ascoltiamo la campana,
d’una chiesetta che a pregare chiama.

Noi ti vogliamo bella
che diventasti un monte;
facciamo la croce in fronte:
non ci farai morir.

AI PREAT LA BIELE STELE

Ai preat la Biele Stele,
duch li Sants del Paradis,
che ‘l Signor fermi la uére,
che il mio ben torni al pais.

Ma tu stele, biele stele,
fa’ palese ‘l mio destin;
va daur di che montagne,
là ch’a l’è ‘l mio curisin. (bis)

Traduzione:
Ho pregato la bella Stella, tutti i Santi del Paradiso, che il Signore fermi la guerra, che il mio amore torni al paese. Ma tu stella, bella stella, rendi chiaro il mio destino; va’ dietro quella montagna, là dove c’è il mio amore.

Sguaraunda

​Sol#m Mi Si Fa#
Sol#m Mi Fa#
Nigula bianca de lüüs esclamada

Sol#m Mi Si
slarga el me öcc e sistema la strada

Sol#m Mi Fa#
ala de angel nel büceer della löena

Sol#m Mi Fa#
bilancia indrizzada tra el suu e quand’che’l’trona

Fa# Mi Si
Slarga la man de s’ciöema e mister
vusa el duman cun la buca de ieer
passa e ripassa e pastrügna el to cieel

Fa#
bala cul veent quand che storta i candeel

Sol#m Mi Fa#
Rit. Gigula nigula, rüva e vann

Sol#m Mi Si
gigula nigula, senza dagn

Sol#m Mi Fa#
Gigula nigula, rüva e vann

Sol#m Mi Fa#
Gigula nigula.

Sol#m Mi Si Fa# (2 Volte)

Fa#
Sguaraunda nigula redunda!
Nigula negra de quell che so mea
cöer che se scuund in de’ l’alta marea
Palpebra scüüra che messeda i culuu
nel sogn de la spena che sarann mila fiuu
Gigula nigula nel to fiasch de tempesta
e liga ‘l’stralüsc nel fiaa che me resta
l’unda stremiida la sarà tua surela
e nel fuund del tò böecc te sbogia una stela

Rit.

Sol#m Fa#
Nigula russa in crapa al guagua
lengua pugiada al tramunt dissanguaa
nigula mamma, papessa e vampira
se te vöeret basamm ciapa la mira,

Fa# Si Fa#
Nigula ragn, aranz e bambagia
basa la riva e lassa una smagia
smagia che fiada e prepara la nocc
cuerta de föegh, de acqua e de bücc!

Sol#m Mi Si Fa#
I pess in saren mai i öcc
gnanca s’ien giò in del la padela
i pestan mai giò in genöecc
gnanca s’ia schiscen nela tola

Sol#m Fa# Sol#m
Gigula nigula, nigula redunda
Gigula nigula