La prima volta che ho ascoltato questo brano del cantautore-poeta comasco Davide Van De Sfroos sono rimasto particolarmente colpito poiché riesce a “fotografare” con poche frasi la condizione di tanti giovani del giorno d’oggi che, pur partendo con le migliori intenzioni, non riescono a realizzare nella propria vita qualcosa di veramente buono. La canzone parla di tre ragazzi, poco meno che uomini, tutti e tre ingenui e un po’ spavaldi, che arrivano a Milano in cerca di fortuna o forse anche solo di una vita più eccitante di quella che avrebbero potuto condurre nel loro paesino sperduto sulle rive del laagh. In loro possiamo facilmente riconoscere tanti (troppi!) nostri amici e conoscenti che, spinti dalla vitalità e dalla spensieratezza che si
possono avere solo a vent’anni, si lasciano trasportare dal fiume della vita senza riuscire a domarlo. È facile immaginarli: sono giovani, sfrontati, si sentono padroni del proprio destino, della propria fortuna, della propria vita. Però, invece di cercare quel qualcosa, quel Qualcuno, capace di saziare oltre ogni umana speranza il loro inconscio desiderio di bellezza, finiscono con lo smarrirsi dietro alle cose di questo mondo.

Si ritrovano a pensare che il Duomo sia una chiesa troppo grande, che si debba imparare una qualche preghiera complicata per pregare quella bela Madunina, forse ormai stufa di proteggere e guidare i suoi figli, troppo piccola e troppo lontana perché possa ascoltare le suppliche di tre “poveretti” come loro.

Così, come prima o poi accade a chi ricerca solo il piacere fine a se stesso, ciascuno di loro finisce per eccedere nel vizio che lo contraddistingue (rispettivamente superbia, lussuria e ubriachezza); ciò li porta dritti dietro le sbarre del carcere di San Vittore. Lì, proprio nel momento più cupo della loro giovane esistenza, quando hanno paura anche solo de nà a la toilette, riscoprono la fede ed il vero significato di quello che, da oltre due secoli a questa parte, è (più ancora che il simbolo) il cuore pulsante di Milano: la Madonnina.

Capiscono che è veramente tutta per loro quella gésa apparentemente troppo grande ma che ora gli sembra si possa visitare con soli quaranta pass; capiscono che, per quanto sia piscinina, la Madunina riesce ad ascoltare le loro preghiere; capiscono che attraverso di lei Dio li ama anche con i loro difetti e non aspetta altro che accoglierli e ricondurli a sé.

 

Riccardo Cantoni – dal Blog