Così la Signora Minerva McGranitt (la direttrice della casa Grifondoro) definì i goffi ragazzi maleducati che sfiguravano al ballo del Ceppo! Magnifico modo per definire il brutto con la B maiuscola. E subito dopo, raccontava: “in ogni ragazza c’è un cigno pronto a prendere il volo e dentro ad ogni ragazzo c’è un leone che è pronto a balzare fuori dalla tana. Nel ballo del Ceppo ci dedicheremo a frivolezze ben educate”, splendida definizione del bello… con la B maiuscola. In questa citazione c’è un po’ tutto il senso della saga di Harry Potter, l’eterna lotta
del bello contro il brutto, del bene contro il male.

E tu, cosa vuoi fare, sì, dico a te lettore? Ti vuoi decidere per il bello? Ahhh, ho capito ti piacciono i babbuini, e credi che vestirsi come loro sia intrigante, che lasciarsi andare a volgari frivolezze sia intelligente, che zittire il prossimo sia segno di forza e che cedere alla dolcezza
della propria donna segno di debolezza… babbuino, ecco cosa sei. Non prendertela, caro lettore, vivi in un mondo che fa dei babbuini il proprio idolo (con il progresso siamo passati dal vitello d’oro al babbuino… però, un gran passo in avanti); e se ogni tanto cedi è comprensibile.

Aspira invece al bello, all’eleganza, alla gioia. Ti dirò, i babbuini sono gente strana, si drogano di qualsiasi cosa gli capita tra le mani e poi si scandalizzano se uno si fuma una sigaretta. Bevono come spugne e poi non sanno riconoscere che quello che stanno bevendo è una porcata. Mangiano fino a scoppiare e poi si sparano ore e ore di palestra per contemplarsi davanti allo specchio, spendono soldi a vagonate per comprarsi l’ultimo gadget alla moda, una specie di paccottiglia di trent’anni fa, brutta allora e terrificante oggi (vogliamo parlare degli
occhialoni da mosca?)… roba brutta vivere da babbuini. Il bello è meno appariscente, semplicemente perché non ha bisogno di mettersi in mostra. La forza non si dimostra violentando verbalmente le persone. La tenerezza non è debolezza.

Perché non vuoi vivere così? È così impegnativo il bello? Non credo proprio! È solo che non sei abituato, e siccome nel trita carne di tutti i giorni devi sopravvivere comunque in un modo o nell’altro, ti sembra che i babbuini ci riescano meglio. Chesterton ha detto “Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi”. Sì, il drago della vita da BBBB (balbuzziente bambacciona banda di babbuini) si può uccidere. La felicità di un amore per sempre, la gioia per una sana mangiata e bevuta con gli amici e terminando con una bella pipata. La galanteria con le fanciulle e l’eleganza nel vestire. La forza di scagliarsi contro i forti e proteggere i deboli: ecco come si può uccidere il drago, caro lettore.

Se un giorno devi scegliere tra sederti sul seggiolino del tram lasciando in piedi una vecchietta antipatica e impertinente, o fare lo sforzo di stare in piedi, sii uomo e lascia che la vecchietta si segga. Ascolta le persone che ti parlano, non interromperle mai e se non sei d’accordo, spiega le tue ragioni, senza insultarlo; il tempo della guerra non è questo. Se dai la tua parola mantienila, costi quel che costi; questa è la vera forza. Gioisci per le cose semplici e non essere triste se non hai tutto, mostra al mondo come è vitale inseguire il bello, non lasciare che i BBBB vincano. Ogni tuo gesto sia per la ricerca del Bello. I babbuini non capiranno, ma se saremo noi a mostrare come si vive bene, saremo noi a uccidere il drago.

Ora caro lettore, hai scelto? Vuoi cercare il bello, il buono e il giusto? Ancora no? Bhè, sappi che alla fine di ogni storia il signore oscuro perde sempre, il drago viene ucciso e la principessa salvata. La strada è lunga, ma la gloria è certa e senza fine! Caro lettore, non credo che tu voglia fare una vita da babbuino, nessuno lo vuole, perché dopo un po’ è davvero noiosa Allora prendi il tuo ideale, non temere se fuori nessuno ti capisce, fa della tua vita un inno al bello, al buono e al giusto! Rendila gloriosa e sarai felice!

 

Lupo dal pelo grigio — Tratto da Cuore d’Europa #8, dicembre 2009